Categories: Cronaca

ValSusa: Primi avvistamenti della Processionaria, cosa fare

Da qualche giorno sui social e sui gruppi della ValSusa iniziano ad apparire segnalazioni relative alla processionaria del pino (Traumatocampa Pityocampa): un insetto simile ad un bruco ricoperto di peli urticanti che ha la particolarità di muoversi in fila (da qui il suo nome) ed è essere estremamente dannoso sia per le piante che per l’uomo e soprattutto gli animali domestici. Questi insetti, ormai presenti anche ad alte quote nei boschi di pino della Valle di Susa, in tutta la zona del Musinè e anche nella pineta di Almese, disperdono in aria i propri peli fortemente irritanti e possono dare origine a reazioni epidermiche, allergiche ed infiammatorie anche consistenti. Inoltre possono provocare danni ambientali nelle aree forestali e nei luoghi abitati o frequentati dalle persone con presenza di piante sensibili al loro attacco e costituire un rischio per la salute umana ed animale. In presenza di larve di processionaria è necessario evitare il contatto con i loro peli urticanti. In caso di necessità, prima di avvicinarsi alle piante, proteggersi il corpo con tuta, guanti, occhiali e mascherina. Evitare di asportare i nidi dagli alberi con mezzi non idonei (bastoni, sassi) e di raccogliere le larve dal terreno con le mani, con la scopa o con il rastrello. In caso di contatto accidentale con larve o nidi, è comunque necessario lavare a temperatura elevata (60 gradi centigradi) gli indumenti e fare tempestivamente una doccia, evitando di grattarsi. Inoltre è necessario prestare molta attenzione agli animali domestici e non lasciarli avvicinare alle larve (si consiglia di utilizzare il guinzaglio). Per combattere questi pericolosi insetti si consiglia: − in inverno (indicativamente tra dicembre e l’inizio di febbraio) tagliare e bruciare, ove tecnicamente possibile, i nidi larvali che si osservano sulla chioma soprattutto nelle porzioni esterne, operando con la massima cautela e adottando adeguate misure protettive (guanti, occhiali e mascherine). Il taglio dei nidi riduce la pressione esercitata dall’insetto ma non abbatte completamente l’infestazione; − a fine estate (indicativamente nella seconda metà di settembre) effettuare 1–2 trattamenti alla chioma con preparati microbiologici a base di Bacillus thringiensis var. kurstaki. Dosi di circa 100-150 grammi di prodotto diluiti in 100 litri di acqua (tenendo conto delle indicazioni presenti nell’etichetta del prodotto) forniscono ottimi risultati nei confronti delle larve di prima e seconda età. Si ricorda che Bacillus thuringiensis è del tutto innocuo per l’uomo, i vertebrati e gli insetti utili in genere. Risulta quindi particolarmente interessante per l’impiego in ambiente urbano. Gli interventi vanno eseguiti avvalendosi di ditte specializzate nel settore, nelle ore serali e in assenza di vento, avendo cura di bagnare la chioma in maniera uniforme. In caso di forte infestazioni o di piogge successive al trattamento è bene eseguirlo nuovamente perché esso ha una limitata azione nel tempo ed è facilmente dilavabile. E’ molto importante da fine autunno all’inizio della primavera evitare di sostare sotto le piante infestate e non avvicinarsi alle larve o ai loro nidi se non accuratamente vestiti e protetti. Vi segnaliamo inolre che L’amministrazione comunale di Almese già dall’anno scorso ha adottato un’Ordinanza continuativa (Ordinanza n. 1 del 01/02/2016) che, rifacendosi anche al D.M. 30 ottobre 2007 del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali “Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino”, obbliga i proprietari di alberi infestati da “processionaria del pino” ad intervenire, a propria cura e spese. Inoltre sono già state emesse altre ordinanze specifiche nei confronti di proprietari inadempienti.

Redazione

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