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Chiude il punto nascite di Susa: non si nascerà più in Valsusa

Sembra ormai definitiva la decisione: a breve, le future mamme della Valle dovranno andare a Rivoli o Briancon per partorire
Susa
Chiude il punto nascite di Susa: non si nascerà più in Valsusa
Sono troppo poche le nascite nell'ospedale di Susa, solo 120 parti all'anno, rispetto al tetto minimo dei 500 previsti per legge, e questo non lascia scampo al punto nascite che presto verrà chiuso.

Sindaci, assessori e popolazione si sono mobilitati per difendere il punto nascite: sabato è stato anche allestito un presidio davanti ai cancelli dell'ospedale, ma l'assessore regionale alla sanità Antonio Saitta non lascia scampo. "Non siamo noi a decidere di chiuderlo - spiega - lo hanno già fatto i cittadini. Le difese dei politici locali non servono a nulla - aggiunge Saitta - come si fa a difendere un punto nascite a Susa che ha solo 120 parti l'anno e non ha cardiologia né rianimazione?"

il sindaco di Susa Sandro Plano ha anche accusato l'ASL per la situazione attuale, perchè In realtà le nascite nella valle sarebbero ben al di sopra delle 500 richieste, nell'ultimo anno sono state 700 le neo-mamme della valle, ma la maggior parte di loro non hanno potuto farlo a Susa perché sono state mandate via dall'Asl, trasferite volutamente verso Rivoli e Torino con scuse discutibili.

Domani, quando la delibera sulla riorganizzazione degli ospedali sarà approvata in Regione, l'amministrazione comunale di Susa e una rappresentanza del comitato a difesa dell'ospedale scenderà a Torino: La Regione e l'Asl vengano a Susa, ci mettano la faccia e ci spieghino le ragioni morali di questa chiusura, dice il portavoce del comitato Claudio Savio sarà penalizzato tutto il territorio, basti pensare che Rivoli dista oltre 70 km dall'alta valle.

Se non applicheremo noi le leggi, ci penserà Guariniello a chiudere quel reparto, che non ha i requisiti di sicurezza. Per ogni punto nascite è ormai obbligatorio avere in dotazione un reparto di rianimazione, e Susa non ce l'ha. Non è una scelta politica, ma a favore della sicurezza delle donne. I sindaci devono avere il coraggio di riconoscere che partorire a Susa non è più sicuro. ha dichiarato Saitta, che anche se si è detto disponibile ad ascoltare amministratori e comitati, non cambierà idea.



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